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Bibbiena

Foto © Editori dell'Acero Veduta di Bibbiena

Bibbiena (C.A.P. 52011) dista 32,2 chilometri da Arezzo, capoluogo della omonima provincia cui il comune appartiene.

Bibbiena conta 11.465 abitanti (Bibbienesi) e ha una superficie di 86,4 chilometri quadrati per una densità abitativa di 132,70 abitanti per chilometro quadrato. Sorge a 425 metri sopra il livello del mare.

Il municipio è sito in Via Berni 25, tel. 0575 - 5305 fax. 0575 - 530667: l'indirizzo di posta elettronica è sindaco.bibbiena@casentino.toscana.it.

Cenni anagrafici: Il comune di Bibbiena ha fatto registrare nel censimento del 1991 una popolazione pari a 10.969 abitanti. Nel censimento del 2001 ha fatto registrare una popolazione pari a 11.465 abitanti, mostrando quindi nel decennio 1991 - 2001 una variazione percentuale di abitanti pari al 4,52%.

Gli abitanti sono distribuiti in 4.367 nuclei familiari con una media per nucleo familiare di 2,63 componenti.

Cenni geografici: Il territorio del comune risulta compreso tra i 317 e i 1.397 metri sul livello del mare.

L'escursione altimetrica complessiva risulta essere pari a 1.080 metri.

Cenni occupazionali: Risultano insistere sul territorio del comune 384 attività industriali con 2.596 addetti pari al 49,59% della forza lavoro occupata, 301 attività di servizio con 744 addetti pari al 14,21% della forza lavoro occupata, altre 398 attività di servizio con 1.086 addetti pari al 20,74% della forza lavoro occupata e 108 attività amministrative con 809 addetti pari al 15,45% della forza lavoro occupata.

Risultano occupati complessivamente 5.235 individui, pari al 45,66% del numero complessivo di abitanti del comune.

Bibbiena sorge su un colle situato nei pressi della confluenza tra i fiumi Archiano e Arno.

L'economia si basa prevalentemente sulla produzione agricola e sull'attività dei numerosi lanifici attivi sul territorio.

Il nome della località deriva dalla forma etrusca "Viblena": la fondazione dei primi insediamenti nella zona è infatti da attribuire agli Etruschi.

In epoca medievale Bibbiena appartenne ai vescovi di Arezzo, i quali ne mantennero il controllo fino al 1289, allorquando i Fiorentini conquistarono e devastarono il borgo.

Da allora Bibbiena si trovò sottoposta alla dominazione fiorentina e in tale condizione rimase fino al XIV secolo, quando passò nuovamente ai vescovi di Arezzo sotto la giurisdizione di Guido Tarlati, che continuò a esercitare la propria influenza sul borgo di Bibbiena fino a metà dello stesso secolo.

Alla morte del Vescovo Guido Tarlati Bibbiena venne conquistata definitivamente dalla città di Firenze che ne fece sede di podesteria.

Sotto la guida del casato de' Medici il borgo di Bibbiena venne restaurato e fortificato. Contestualmente ebbe inizio un periodo di decadenza che si protrasse nei due secoli successivi e che si risolse solo con l'avvento al potere dei Duchi di Lorena.

Il periodo della dominazione lorenese rappresentò per Bibbiena il più fiorente sia sul piano economico che artistico e culturale. I Duchi operarono una significativa bonifica del territorio, che nei secoli precedenti era stata trascurata, favorendo in tal modo lo sviluppo dell'agricoltura.

È dello stesso periodo la costruzione di ville e palazzi nobiliari per volere dei Lorena e l'abbellimento della cittadina mediante un'imponente opera di riqualificazione urbana.

Agli inizi dell'Ottocento Bibbiena poteva contare su un economia già ben avviata e che si incentrava sulla lavorazione artigianale della lana e del legno.

Alla fine della dominazione francese che interessò il territorio dal 1800 al 1814, Bibbiena venne annessa al Granducato di Toscana rimanendovi fino all'Unità d'Italia che avvenne nel 1861 ad opera del Re Vittorio Emanuele II di Savoia.

Tra i monumenti di maggiore rilievo a Bibbiena citiamo qui la Chiesa di San Lorenzo, l'Oratorio di San Francesco, il Santuario della Madonna del Sasso, la Pieve dei Santi Ippolito e Donato, il Palazzo Dovizi e il Palazzo Poltri.

La città di Bibbiena ha dato i natali al letterato e diplomatico Bernardo Dovizi, detto il "Bibbiena" (1470-1520).

Tra le numerose manifestazioni che si svolgono a Bibbiena segnaliamo qui la tradizionale "Rievocazione storica della Mea" che si tiene annualmente nell'ultimo giorno di carnevale. La manifestazione rievoca una legenda popolare che narra di una bella fanciulla, la Mea, di origine popolare, la quale fu oggetto di contesa tra un conte della famiglia Tarlati e un tessitore al quale era stata promessa in sposa.
Tra le due fazioni in cui la città di Bibbiena anticamente si trovava divisa nacque un accesa rivalità che si concluse successivamente con la consegna della Mea al popolo e il festeggiamento della ritrovata pace. Da allora tutti gli anni si festeggia l'avvenimento storico bruciando il cosiddetto "Bello Pomo" come augurio di abbondanza per il prossimo raccolto.