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Roccalbegna

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Roccalbegna (C.A.P. 58053) dista 43,7 chilometri da Grosseto, capoluogo della omonima provincia cui il comune appartiene.

Roccalbegna conta 1.242 abitanti (Rocchigiani o Roccalbegnesi) e ha una superficie di 125,45 chilometri quadrati per una densità abitativa di 9,90 abitanti per chilometro quadrato. Sorge a 522 metri sopra il livello del mare.

Il municipio è sito in Piazza Marconi 1, tel. 0564 - 989032 fax. 0564 - 989222: l'indirizzo di posta elettronica è roccaseg@amiata.net.

Cenni anagrafici: Il comune di Roccalbegna ha fatto registrare nel censimento del 1991 una popolazione pari a 1.458 abitanti. Nel censimento del 2001 ha fatto registrare una popolazione pari a 1.242 abitanti, mostrando quindi nel decennio 1991 - 2001 una variazione percentuale di abitanti pari al -14,81%.

Gli abitanti sono distribuiti in 595 nuclei familiari con una media per nucleo familiare di 2,09 componenti.

Cenni geografici: Il territorio del comune risulta compreso tra i 117 e i 1.114 metri sul livello del mare.

L'escursione altimetrica complessiva risulta essere pari a 997 metri.

Cenni occupazionali: Risultano insistere sul territorio del comune 28 attività industriali con 92 addetti pari al 35,80% della forza lavoro occupata, 39 attivitą di servizio con 71 addetti pari al 27,63% della forza lavoro occupata, altre 25 attivitą di servizio con 57 addetti pari al 22,18% della forza lavoro occupata e 19 attivitą amministrative con 37 addetti pari al 14,40% della forza lavoro occupata.

Risultano occupati complessivamente 257 individui, pari al 20,69% del numero complessivo di abitanti del comune.

Roccalbegna sorge nell'alta valle del fiume Albegna, alle pendici sud-occidentali del monte Amiata.

L'economia locale si basa prevalentemente sulla produzione di cereali, uva da vino e olive.

Il nome della località deriva dal composto di "rocca", con il probabile significato di "rupe" o di "luogo fortificato", e di "Albegna", essendo quest'ultimo il nome del corso d'acqua nei pressi del quale la città sorge.

La nascita del borgo di Roccalbegna avvenne in epoca medievale, quando sul territorio venne costruito un castello attorno al quale si raccolse la comunità, iniziando a costruirvi le proprie abitazioni.

All'inizio del XIII secolo Roccalbegna si trovava sotto la giurisdizione della vicina Abbazia di San Salvatore che ne mantenne il controllo per un breve periodo.

Successivamente il borgo passò ai Conti Aldobrandeschi del ramo dei Santa Fiora che dominarono la zona fino a metà dello stesso secolo, quando la famiglia locale Ranieri di Ugolino impose la propria supremazia sul borgo.

Nel 1296 il borgo di Roccalbegna venne ceduto alla Repubblica di Siena che lo annesse ai propri possedimenti.

Nel corso del XIV secolo i Conti Aldobrandeschi, decisi a riprendere possesso dell'antico possedimento, posero in essere numerosi assedi al borgo di Roccalbegna, instaurando un clima di terrore che si concluse solo a metà del XVI secolo con l'avvento al potere dei Granduchi de' Medici.

Con questi ultimi ebbe inizio un periodo di stabilità politica che favorì lo sviluppo delle attività rurali, dalle quali la comunità di Roccalbegna traeva le principali fonti di sostentamento.

Successivamente i Granduchi concessero il borgo come feudo dapprima alla famiglia Sforza-Cesarini che ne mantenne il controllo fino a metà del XVIII secolo, e successivamente a quella dei Bichi-Ruspoli.

Il borgo venne elevato al rango di comune autonomo solo nella seconda metà del XVIII secolo, con l'avvento al potere dei Duchi di Lorena, i quali governarono quasi ininterrottamente fino all'Unità d'Italia, avvenuta nel 1861 ad opera del Re Vittorio Emanuele II di Savoia.

Tra i monumenti di maggiore rilievo a Roccalbegna citiamo la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, l'Oratorio del Crocifisso, il Palazzo del Portino, il "Museo Etnografico Santa Caterina", il Castello e i resti delle fortificazioni medievali.

Tra le numerose manifestazioni che si svolgono periodicamente a Roccalbegna segnaliamo la tradizionale "Sagra del biscotto salato e del melatello" (tipo di focaccia preparata con farina e miele) che si tiene annualmente nel mese di agosto e che prevede l'allestimento di stand enogastronomici per la degustazione dei prelibati piatti locali.