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Campiglia Marittima

Campiglia Marittima (C.A.P. 57021) dista 87,1 chilometri da Livorno, capoluogo della omonima provincia cui il comune appartiene.

Foto © Editori dell'Acero Chiesa San Giovanni

Campiglia Marittima conta 12.543 abitanti (Campigliesi) e ha una superficie di 83,18 chilometri quadrati per una densità abitativa di 150,79 abitanti per chilometro quadrato. Sorge a 231 metri sopra il livello del mare.

Il municipio è sito in Via Roma 5, tel. 0565 - 839111 fax. 0565 - 839259: l'indirizzo di posta elettronica è campiglia.sindaco@etruscan.li.it.

Cenni anagrafici: Il comune di Campiglia Marittima ha fatto registrare nel censimento del 1991 una popolazione pari a 12.513 abitanti. Nel censimento del 2001 ha fatto registrare una popolazione pari a 12.543 abitanti, mostrando quindi nel decennio 1991 - 2001 una variazione percentuale di abitanti pari al 0,24%.

Gli abitanti sono distribuiti in 4.972 nuclei familiari con una media per nucleo familiare di 2,52 componenti.

Cenni geografici: Il territorio del comune risulta compreso tra i 3 e i 632 metri sul livello del mare.

L'escursione altimetrica complessiva risulta essere pari a 629 metri.

Cenni occupazionali: Risultano insistere sul territorio del comune 250 attività industriali con 1.243 addetti pari al 37,29% della forza lavoro occupata, 329 attività di servizio con 790 addetti pari al 23,70% della forza lavoro occupata, altre 255 attività di servizio con 876 addetti pari al 26,28% della forza lavoro occupata e 79 attività amministrative con 424 addetti pari al 12,72% della forza lavoro occupata.

Risultano occupati complessivamente 3.333 individui, pari al 26,57% del numero complessivo di abitanti del comune.

Campiglia Marittima sorge alle pendici occidentali del monte Pitti.

L'economia locale si basa prevalentemente sull'estrazione e lavorazione dei minerali di piombo e della pirite e sulla produzione agricola di frumento, uva, carciofi e olive. Notevole è anche l'attività turistica favorita sia dalle bellezze del paesaggio e dalla struttura urbana tipicamente medievale che dalla presenza di strutture alberghiere qualificate.

Il nome della località viene attestato per la prima volta in un documento ufficiale del 1004 nella forma di "Campilia". Ha assunto la denominazione attuale solo nel XIX secolo, come derivato dal latino "Campus" nel senso di "campo", al quale è stato aggiunto il suffisso "-iglia" e successivamente anche la specificazione "Marittima" con probabile riferimento alla Maremma.

Il territorio di Campiglia Marittima fu abitato sin dall'epoca degli Etruschi, i quali per primi iniziarono l'estrazione di minerali, quali il rame, il ferro, i piombo e il marmo, dei quali la zona era ricca.

Tuttavia l'effettivo consolidamento degli insediamenti abitativi avvenne nel corso del secolo VIII intorno a un castello eretto dai Conti della Gherardesca.

Tra il XII e il XIII secolo vennero costruiti i primi edifici religiosi, tra i quali ricordiamo qui la Pieve di San Giovanni, e attorno a essi si radunò la comunità cittadina.

Nel XIV secolo Campiglia Marittima venne assoggettata dalla Repubblica di Pisa, che aveva precedentemente occupato anche i territori ad essa limitrofi, ma nel secolo successivo l'intera zona passò sotto la guirisdizione della città di Firenze.

Nel 1407 il borgo di Campiglia Marittima subì un assedio da parte del Re di Napoli, Alfonso d'Aragona, chiamato dai Conti della Ghererdesca i quali avendo perso il controllo del borgo, intesero in tal modo contrastare il potere fiorentino e rientrare nei loro antichi possedimenti.

Con la sconfitta dei Conti la Repubblica di Firenze assunse definitivamente il controllo su Campiglia Marittima, facendone un avamposto della Repubblica.

In quel periodo l'attività estrattiva venne fortemente intensificata e in particolar modo nel corso del Cinquecento, sotto il dominio del Granduca Cosimo I de' Medici.

Foto © Editori dell'Acero Chiesa San Giovanni

Nel corso del Seicento Campiglia Marittima perse il suo ruolo strategico e i suoi terreni vennero adibiti a coltivazioni agricole. Ebbe inizio una fase di declino economico, dovuta anche al progressivo diffondersi delle zone paludose.

Solo l'avvento dei Duchi di Lorena al potere, avvenuto nella prima metà del Settecento, risollevò l'economia di Campiglia Marittima. Vennero infatti intrapresi significativi lavori di bonifica del territorio che favorirono la crescita economica e demografica della cittadina.

La dominazione lorenese si protrasse fino all'Unità d'Italia, con la sola breve interruzione costituita dall'invasione francese del territorio.

Nel 1861 Campiglia Marittima venne annessa al Regno d'Italia dal Re Vittorio Emanuele II di Savoia.

Tra i monumenti di maggiore rilievo a Campiglia Marittima citiamo qui la Pieve di San Giovanni, il Castello della Gherardesca, le Terme e il Calidario.

Tra le manifestazioni che si svolgono periodicamente a Campiglia Marittima segnaliamo qui il tradizionale "Corteo Storico" che si tiene ogni anno la prima domenica successiva al 15 di maggio.
Il corteo storico rievoca il periodo durante il quale la città di Firenze dominò la zona e inviò a Campiglia un Capitano di Giustizia a tutelare i propri interessi terrieri. Il corteo è seguito da una "Giostra degli Anelli" che consiste in una competizione equestre in costumi medievali nella quale gareggiano i quattro rioni della città.