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Peccioli

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Peccioli (C.A.P. 56037) dista 42,8 chilometri da Pisa, capoluogo della omonima provincia cui il comune appartiene.

Peccioli conta 4.831 abitanti (Pecciolesi) e ha una superficie di 92,55 chilometri quadrati per una densità abitativa di 52,20 abitanti per chilometro quadrato. Sorge a 144 metri sopra il livello del mare.

Il municipio è sito in Piazza del Popolo 1, tel. 0587 - 67261 fax. 0587 - 636177: l'indirizzo di posta elettronica è info@comune.peccioli.pisa.it.

Cenni anagrafici: Il comune di Peccioli ha fatto registrare nel censimento del 1991 una popolazione pari a 4.989 abitanti. Nel censimento del 2001 ha fatto registrare una popolazione pari a 4.831 abitanti, mostrando quindi nel decennio 1991 - 2001 una variazione percentuale di abitanti pari al -3,17%.

Gli abitanti sono distribuiti in 1.869 nuclei familiari con una media per nucleo familiare di 2,58 componenti.

Cenni geografici: Il territorio del comune risulta compreso tra i 33 e i 284 metri sul livello del mare.

L'escursione altimetrica complessiva risulta essere pari a 251 metri.

Cenni occupazionali: Risultano insistere sul territorio del comune 128 attività industriali con 654 addetti pari al 50,62% della forza lavoro occupata, 109 attività di servizio con 210 addetti pari al 16,25% della forza lavoro occupata, altre 116 attività di servizio con 298 addetti pari al 23,07% della forza lavoro occupata e 38 attività amministrative con 130 addetti pari al 10,06% della forza lavoro occupata.

Risultano occupati complessivamente 1.292 individui, pari al 26,74% del numero complessivo di abitanti del comune.

Peccioli sorge su un'altura che domina la valle del fiume Era.

L'economia locale si basa prevalentemente sull'allevamento di bestiame, su una pregiata produzione vinicola e sull'attività delle numerose industrie dell'abbigliamento e dei mobilifici diffusi su tutto il territorio.

Il nome della località deriva con tutta probabilità dal latino "picea" che letteralmente significa "pino selvatico": essa viene citata per la prima volta in un documento ufficiale del 793.

Il consolidamento del borgo di Peccioli avvenne in epoca medievale attorno a un castello che si trovò sottoposto alla giurisdizione dei Conti della Gherardesca, i quali già vantavano numerose proprietà nel territorio circostante.

Nel XII secolo i Conti della Gherardesca cedettero il castello di Peccioli ai Vescovi della città di Volterra che, in lotta contro l'espansione pisana, ne fece un baluardo difensivo della città di Volterra.

Nel 1163 l'esercito pisano assediò il territorio e, espugnato il castello, se ne impadronì. In seguito alla sconfitta inflitta dai Pisani ai Volterrani nella Battaglia della Meloria, Volterra si pose sotto la protezione della Repubblica di Firenze e pose le basi di una controffensiva.

L'esercito fiorentino riuscì a sconfiggere quello pisano e a conquistare il borgo di Peccioli che dal quel momento si trovò sotto la giurisdizione della Repubblica di Firenze. I Vescovi di Volterra mantennero solo alcuni diritti sul borgo tra i quali quelli di riscuotere i dazi sulle attività estrattive che avvenivano in loco.

Le rivalità per il controllo del borgo tra le due città di Pisa e Firenze non si placarono e solo nel 1293, con la Pace di Fucecchio, il borgo di Peccioli venne definitivamente annesso ai possedimenti della Repubblica di Pisa che ne mantenne il controllo fino all'inizio del XV secolo.

Dopo un lungo periodo di dominazione pisana, nel 1406 il borgo di Peccioli entrò a far parte dei possedimenti della Repubblica di Firenze che allora era governata dal casato nobiliare de' Medici.

Per tutto il XV secolo Peccioli subì saccheggi e devastazioni da parte di città e nobili antimedicei e non mancò al tempo stesso di ribellarsi alla Repubblica Fiorentina quando si presentò l'occasione: nel 1431 Peccioli sostenne infatti l'invasione del suo territorio da parte delle truppe del Ducato di Milano guidate da Niccolò Piccinino e nel XVI secolo quella delle truppe del Principe d'Orange, che avevano precedentemente assediato la città di Firenze.

Dal XVII secolo con la sottomissione al Granducato Mediceo ebbe inizio per Peccioli un periodo di pace e di stabilità politica che si protrasse fino all'avvento dei Duchi di Lorena al potere, i quali avviarono i primi lavori per la bonifica del territorio che favorirono ulteriormente lo sviluppo delle attività agricole e segnatamente della produzione vinicola.

I Duchi di Lorena mantennero il controllo di Peccioli anche dopo la fine della dominazione francese, avvenuta all'inizio dell'Ottocento.

Nel 1861 Peccioli venne annessa al Regno d'Italia ad opera del Re Vittorio Emanuele di Savoia.

Tra i monumenti di maggiore rilievo a Peccioli citiamo qui la Chiesa di San Verano, la Chiesa del Carmine, i ruderi della Rocca di Castruccio Castracani e il Museo delle Icone Russe.

Tra le numerose manifestazioni che si svolgono periodicamente a Peccioli segnaliamo qui la "Festa di San Colombano" che si tiene annualmente il 29 e il 30 settembre e che prevede una processione in onore del Santo e una celebrazione religiosa. In occasione della festa patronale vengono allestiti stand enogastronomici per la degustazione delle ottime pietanze e vini di produzione locale.