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Riparbella

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Riparbella (C.A.P. 56046) dista 53,2 chilometri da Pisa, capoluogo della omonima provincia cui il comune appartiene.

Riparbella conta 1.326 abitanti (Riparbellini) e ha una superficie di 58,93 chilometri quadrati per una densità abitativa di 22,50 abitanti per chilometro quadrato. Sorge a 216 metri sopra il livello del mare.

Il municipio è sito in Piazza del Popolo 1, tel. 0586 - 697111 fax. 0586 - 697327: l'indirizzo di posta elettronica è comune.riparbella@tiscalinet.it.

Cenni anagrafici: Il comune di Riparbella ha fatto registrare nel censimento del 1991 una popolazione pari a 1.318 abitanti. Nel censimento del 2001 ha fatto registrare una popolazione pari a 1.326 abitanti, mostrando quindi nel decennio 1991 - 2001 una variazione percentuale di abitanti pari al 0,61%.

Gli abitanti sono distribuiti in 570 nuclei familiari con una media per nucleo familiare di 2,33 componenti.

Cenni geografici: Il territorio del comune risulta compreso tra i 10 e i 610 metri sul livello del mare.

L'escursione altimetrica complessiva risulta essere pari a 600 metri.

Cenni occupazionali: Risultano insistere sul territorio del comune 27 attività industriali con 100 addetti pari al 37,31% della forza lavoro occupata, 20 attività di servizio con 31 addetti pari al 11,57% della forza lavoro occupata, altre 37 attività di servizio con 97 addetti pari al 36,19% della forza lavoro occupata e 13 attività amministrative con 40 addetti pari al 14,93% della forza lavoro occupata.

Risultano occupati complessivamente 268 individui, pari al 20,21% del numero complessivo di abitanti del comune.

Riparbella sorge nella bassa Val di Cecina.

L'economia locale si basa prevalentemente sulla produzione di foraggi e sulla pioppicoltura. Le attività industriali del territorio sono legate alle cave di ghiaia e di sabbia e alla produzione di materiali da costruzione.

Il nome della località deriva dal composto latino di "ripa", che letteralmente significa "riva", e di "albella", a sua volta derivante da "albus" con il significato di "bianco", con probabile riferimento alla roccia tufacea sulla quale la città sorge.

I primi insediamenti nella zona risalgono probabilmente all'epoca etrusca come dimostrano i numerosi reperti archeologici databili a tale epoca, tuttavia la effettiva fondazione del borgo di Riparbella avvenne durante il Medioevo.

Intorno al secolo XI la comunità di Riparbella si raccolse attorno a un castello di proprietà dei Conti della Gherardesca, i quali mantennero il controllo del borgo fino all'inizio del XV secolo seppur sotto l'influenza del Vescovado di Pisa.

In seguito alla caduta della Repubblica Pisana avvenuta attorno al 1406, il borgo di Riparbella entrò a far parte dei possedimenti della potente città di Firenze.

Nel corso del XV secolo Riparbella subì le conseguenze devastanti delle accese rivalità che correvano tra la Repubblica di Firenze e il re di Napoli Alfonso d'Aragona e che causarono, nel 1477, la distruzione del castello e di gran parte del centro abitato.

A seguito di tale disastroso evento bellico la città di Firenze decise di fortificare il borgo mediante la costruzione di una cinta muraria intervallata da torri.

Nel 1635 Riparbella venne trasformata in marchesato e concessa in feudo alla famiglia di origine veronese dei Parlotti che vi esercitarono la propria giurisdizione fino al 1737, anno in cui i Medici affidarono il borgo a Carlo Ginori.

A partire dalla fine del XVIII secolo Riparbella venne sottoposto alla giurisdizione dei Duchi di Lorena, i quali era succeduti ai Medici per eredità.

Il periodo della dominazione lorenese segnò una svolta per l'economia del borgo che accrebbe notevolmente grazie alle riforme di Pietro Leopoldo di Lorena e alla sua significativa opera di bonifica del territorio. Nel 1780 Riparbella venne elevato al rango di comune autonomo.

La dominazione lorenese venne interrotta dall'invasione del territorio da parte delle truppe francesi capeggiate da Napoleone Bonaparte, che ivi rimasero stanziate fino al 1814, anno in cui il Trattato di Vienna assegnò la città di Riparbella al Granducato di Toscana.

Nel 1861 Riparbella venne annessa al Regno d'Italia ad opera del Re Vittorio Emanuele II di Savoia.

Tra i monumenti di maggiore rilievo a Riparbella citiamo qui la Chiesa di San Giovanni Evangelista e i ruderi del Castello di Strido.

Tra le numerose manifestazioni che si svolgono periodicamente a Riparbella segnaliamo qui la tradizionale "Sagra del Cinghiale" che si tiene la terza domenica del mese di novembre e che offre la possibilità di degustare piatti tipici a base di carne di cinghiale.