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Pieve Santo Stefano

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Pieve Santo Stefano

Pieve Santo Stefano (C.A.P. 52036) dista 53,3 chilometri da Arezzo, capoluogo della omonima provincia cui il comune appartiene.

Pieve Santo Stefano conta 3.316 abitanti (Pievani) e ha una superficie di 155,68 chilometri quadrati per una densità abitativa di 21,30 abitanti per chilometro quadrato. Sorge a 431 metri sopra il livello del mare.

Il municipio è sito in Piazza Plinio Pellegrini 1, tel. 0575 - 79771 fax. 0575 - 797912: l'indirizzo di posta elettronica è sindaco@pievesantostefano.net.

Cenni anagrafici: Il comune di Pieve Santo Stefano ha fatto registrare nel censimento del 1991 una popolazione pari a 3.338 abitanti. Nel censimento del 2001 ha fatto registrare una popolazione pari a 3.316 abitanti, mostrando quindi nel decennio 1991 - 2001 una variazione percentuale di abitanti pari al -0,66%.

Gli abitanti sono distribuiti in 1.340 nuclei familiari con una media per nucleo familiare di 2,47 componenti.

Cenni geografici: Il territorio del comune risulta compreso tra i 351 e i 1.453 metri sul livello del mare.

L'escursione altimetrica complessiva risulta essere pari a 1.102 metri.

Cenni occupazionali: Risultano insistere sul territorio del comune 75 attività industriali con 494 addetti pari al 34,47% della forza lavoro occupata, 74 attività di servizio con 170 addetti pari al 11,86% della forza lavoro occupata, altre 113 attività di servizio con 373 addetti pari al 26,03% della forza lavoro occupata e 51 attività amministrative con 396 addetti pari al 27,63% della forza lavoro occupata.

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Collegiata di Santo Stefano

Risultano occupati complessivamente 1.433 individui, pari al 43,21% del numero complessivo di abitanti del comune.

Pieve Santo Stefano si estende lungo un'area pianeggiante in Val Tiberina.

L'economia locale si basa prevalentemente sulla produzione di cereali, ortaggi, frutta, olive e su numerose industrie operanti nel settore dell'abbigliamento. Il turismo invernale è praticato nella vicina località di Pratelle.

Pieve Santo Stefano trae il suo nome da quello di una pieve dedicata a Santo Stefano, fondata intorno al XIII secolo.

I primi insediamenti nella zona di Pieve Santo Stefano risalgono all'epoca deli Etruschi, ai quali succedettero i Romani. Entrambe i popoli vi fondarono consistenti nuclei abitativi, come dimostrano i reperti archeologici rinvenuti in zona e databili a tali epoche.

Grazie alla sua posizione geografica in prossimità della confluenza dei fiumi Tevere e Ancione, Pieve Santo Stefano sviluppò durante la dominazione romana una fiorente attività di commercio del legname proveniente dai vicini boschi.

Dopo la caduta dell'Impero Romano Pieve Santo Stefano venne conquistata dai Longobardi, i quali iniziarono la prima opera di fortificazione del borgo in difesa dei commerci che ivi si sviluppavano.

In epoche successive la località venne governata da diverse signorie che si alternarono al potere fino a giungere al XIII secolo, periodo nel quale i conflitti per la contesa del borgo si inasprirono coinvolgendo le città di Arezzo, Perugia e Città di Castello, le quali assediarono ripetutamente il territorio di Pieve Santo Stefano causando ingenti danneggiamenti.

Solo alla fine del XIV secolo, in seguito alla sua definitiva annessione ai possedimenti della città di Firenze, Pieve Santo Stefano ritrovò una certa stabilità politica.

Sotto il dominio dei Granduchi de' Medici, insediatisi precedentemente al governo di Firenze, Pieve Santo Stefano divenne capoluogo di una delle podesterie del contado fiorentino.

Durante la dominazione medicea il borgo di Pieve Santo Stefano venne ristrutturato e arricchito di eleganti palazzi nobiliari e ville signorili che ancora oggi è possibile ammirare.

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Eremo di Cerbaiolo

Nel 1527 il territorio subì l'invasione dell'esercito imperiale tedesco ma gli abitanti riuscirono a respingere valorosamente l'assedio nemico.

A metà del XVI secolo il borgo di Pieve Santo Stefano raggiunse una grande rilevanza economica e politica tanto da essere elevato al rango di Vicariato.

Nel corso del secolo successivo una grave pestilenza si diffuse tuttavia nell'intera zona della Val Tiberina provocando lo spopolamento della città di Pieve Santo Stefano e l'abbandono di tutte le attività economiche.

Solo all'inizio del XIX secolo, con l'avvento al potere dei Duchi di Lorena, Pieve Santo Stefano potè risollevare le proprie sorti potendo contare sulla lungimirante politica lorenese che, attraverso una serie di riforme, mirava a ripopolare l'area e alla ripresa delle attività commerciali.

Il periodo della dominazione lorenese si protrasse fino al 1861, anno in cui Pieve Santo Stefano venne annessa al Regno d'Italia ad opera del Re Vittorio Emanuele II di Savoia.

Tra i monumenti di maggiore rilievo a Pieve Santo Stefano citiamo qui la Collegiata di Santo Stefano, la Chiesa della Madonna dei Lumi, il Palazzo Pretorio e il Palazzo Comunale.

Tra le numerose manifestazioni che si svolgono periodicamente a Pieve Santo Stefano segnaliamo qui il tradizionale "Palio dei Lumi" che si tiene dall'inizio del mese di agosto all'inizio del mese di settembre e al quale partecipano le quattro contrade in cui la città si trova divisa. Dopo la disputa del palio segue un corteo storico in costumi che rievocano il periodo rinascimentale.