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Fucecchio

Foto © Editori dell'Acero Veduta di Fucecchio

Fucecchio (C.A.P. 50054) dista 44,3 chilometri da Firenze, capoluogo della omonima provincia cui il comune appartiene.

Fucecchio conta 21.111 abitanti (Fucecchiesi) e ha una superficie di 65,14 chilometri quadrati per una densità abitativa di 324,09 abitanti per chilometro quadrato. Sorge a 25 metri sopra il livello del mare.

Il municipio è sito in Via La Marmora 34, tel. 0571 - 2681 fax. 0571 - 268246: l'indirizzo di posta elettronica è urp@comune.fucecchio.fi.it.

Cenni anagrafici: Il comune di Fucecchio ha fatto registrare nel censimento del 1991 una popolazione pari a 20.540 abitanti. Nel censimento del 2001 ha fatto registrare una popolazione pari a 21.111 abitanti, mostrando quindi nel decennio 1991 - 2001 una variazione percentuale di abitanti pari al 2,78%.

Gli abitanti sono distribuiti in 7.625 nuclei familiari con una media per nucleo familiare di 2,77 componenti.

Cenni geografici: Il territorio del comune risulta compreso tra i 12 e i 95 metri sul livello del mare.

L'escursione altimetrica complessiva risulta essere pari a 83 metri.

Cenni occupazionali: Risultano insistere sul territorio del comune 767 attività industriali con 4.493 addetti pari al 52,10% della forza lavoro occupata, 529 attività di servizio con 1.326 addetti pari al 15,38% della forza lavoro occupata, altre 538 attività di servizio con 1.633 addetti pari al 18,94% della forza lavoro occupata e 141 attività amministrative con 1.172 addetti pari al 13,59% della forza lavoro occupata.

Foto © Editori dell'Acero Monastero di San Salvatore

Risultano occupati complessivamente 8.624 individui, pari al 40,85% del numero complessivo di abitanti del comune.

Fucecchio si estende nel territorio compreso tra il Monte Albano e le colline Cerbaie.

L'economia si basa principalmente sul turismo naturalistico grazie alla ricchezza floro-faunistica dell'area e alla sua bellezza paesaggistica. Oggi gran parte del territorio di Fucecchio costituisce una riserva regionale protetta.

Il nome di Fucecchio viene attestato per la prima volta nel 1027 come derivato del termine latino "ficus" che alludeva probabilmente alla presenza nella zona di alberi di fico.

L'origine e la storia di Fucecchio sono legate alle vicende del secolo XI dei conti Cadolingi di Pistoia, i quali trovarono nella zona di Fucecchio un luogo ideale dove stabilirsi e sviluppare il proprio potere come signoria autonoma grazie anche alla sua felice posizione geografica.

Fucecchio si trovava infatti all'incrocio delle principali vie commerciali della regione, vicino alle importanti città di Firenze, Pisa, Lucca e Pistoia. I conti Cadolingi vi fecero erigere un castello chiamato Castello di Salamarzana e una cinta di mura difensive.

Nel corso del secolo successivo Fucecchio attraversò un periodo di crescita economica e demografica e la comunità si espanse oltre il Castello di Salamarzana verso il fiume Arno creando nuovi borghi lungo la riva del fiume stesso.

Foto © Editori dell'Acero Piazza Vittorio

Alla fine del Duecento l'assetto del borgo era già ben definito e racchiuso entro nuove mura.

Agli inizi del Trecento Fucecchio venne sottomessa dalla potente città di Firenze che nel 1330 inglobò nei proprio domini il borgo e tutti i territori limitrofi.

A metà del Trecento Fucecchio fu colpita da una grave crisi epidemica che interessò tutta l'Europa in quel periodo. La popolazione venne così decimata e i sopravvissuti alla pestilenza cominciarono a abbandonare Fucecchio all'accendersi dei conflitti tra le città di Firenze e Pisa.

Nei primi anni del Quattrocento Fucecchio si presentava in uno stato di totale abbandono che favorì il diffondersi del fenomeno del paludismo.

Solo nel Cinquecento il borgo di Fucecchio cominciò a ripopolarsi e le campagne vennero bonificate e coltivate dando iniziò a una ripresa economica e demografica che raggiunse la sua massima crescita nel corso del XVII secolo.

Tra il XVI e il XVII secolo Fucecchio riprese pian piano la propria vita commerciale: avvenne una restaurazione dell'antico impianto urbano di Fucecchio e la costruzione di nuovi edifici nobiliari e religiosi e ciò favorì ulteriormente la crescita demografica e un continuo sviluppo economico del borgo che raggiunse la sua massima fioritura sotto il granducato lorenese.

Dalla seconda metà del Settecento iniziarono le riforme leopoldine che interessarono la bonifica delle campagne ancora paludose e la successiva privatizzazione delle stesse che vennero acquistate da numerose famiglie nobiliari tra le quali quella de' Medici, provocando così qualche malcontento tra la popolazione che ne sfruttava le risorse marginali per la propria sopravvivenza.

Le riforme di Pietro Leopoldo di Lorena, avviate dopo il 1780, riguardarono anche la ristrutturazione delle strutture civili e religiose e la costruzione dell'ospedale di San Pietro Igneo.

Sotto la dominazione lorenese gli abitanti di Fucecchio svilupparono anche le prime forme di artigianato che si rivolsero alla tessitura e alla lavorazione della pelle e avviarono una crescente attività commerciale lungo il fiume Arno.

Foto © Editori dell'Acero Piazza Vittorio: veduta della Collegiata

Con la costruzione della prima linea ferroviaria, che si affiancò a quella fluviale, i commerci crebbero e si rese necessaria la creazione dei primi impianti industriali per soddisfare la crescente domanda di prodotti da esportazione.

Nel 1861 Fucecchio venne annessa dal Re Vittorio Emanuele II di Savoia al Regno d'Italia.

Tra i monumenti di maggiore rilievo a Fucecchio segnaliamo qui la Chiesa di San Salvatore, la Collegiata di San Giovanni Battista, il Santuario della Madonna delle Vedute, la Chiesa e il Convento della Vergine, la Chiesa della Vergine della Ferruzza, il Palazzo Montanelli della Volta, il Palazzo Nelli e il Palazzo Montanelli-Ducci.

La città di Fucecchio ha dato i natali al giornalista e scrittore Indro Montanelli (1909-2001).

Tra le molteplici manifestazioni che si svolgono periodicamente a Fucecchio segnaliamo qui il "Palio delle Contrade" che ha luogo nella seconda domenica di giugno. La manifestazione offre due momenti fondamentali: un corteo storico che si svolge di mattina e prevede una sfilata di gruppi in costumi medievali, e una corsa di cavalli che si disputa nel pomeriggio.