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Vaglia

Foto © Editori dell'Acero Legnaia di Pietra

Vaglia (C.A.P. 50030) dista 18,5 chilometri da Firenze, capoluogo della omonima provincia cui il comune appartiene.

Vaglia conta 4.854 abitanti (Vagliesi) e ha una superficie di 56,91 chilometri quadrati per una densità abitativa di 85,29 abitanti per chilometro quadrato. Sorge a 290 metri sopra il livello del mare.

Il municipio è sito in Via Bolognese 1126, tel. 055 - 500241 fax. 055 - 407545: l'indirizzo di posta elettronica è affarigenerali@comune.vaglia.firenze.it.

Cenni anagrafici: Il comune di Vaglia ha fatto registrare nel censimento del 1991 una popolazione pari a 4.393 abitanti. Nel censimento del 2001 ha fatto registrare una popolazione pari a 4.854 abitanti, mostrando quindi nel decennio 1991 - 2001 una variazione percentuale di abitanti pari al 10,49%.

Gli abitanti sono distribuiti in 1.972 nuclei familiari con una media per nucleo familiare di 2,46 componenti.

Cenni geografici: Il territorio del comune risulta compreso tra i 200 e i 934 metri sul livello del mare.

L'escursione altimetrica complessiva risulta essere pari a 734 metri.

Cenni occupazionali: Risultano insistere sul territorio del comune 55 attività industriali con 296 addetti pari al 33,26% della forza lavoro occupata, 80 attività di servizio con 139 addetti pari al 15,62% della forza lavoro occupata, altre 134 attività di servizio con 264 addetti pari al 29,66% della forza lavoro occupata e 31 attività amministrative con 191 addetti pari al 21,46% della forza lavoro occupata.

Risultano occupati complessivamente 890 individui, pari al 18,34% del numero complessivo di abitanti del comune.

Vaglia sorge nella zona del Mugello, lungo la valle del torrente Carza.

L'economia locale si basa prevalentemente sulla produzione di cereali, ortaggi, frutta, sull'attività di numerose industrie operanti nel settore dell'abbigliamento e anche sul turismo, potendo contare quest'ultimo sulla bellezza dei luoghi e sulla presenza di numerose e qualificate strutture alberghiere.

Il nome della località deriva con tutta probabilità dal latino "vallis" che letteralmente significa "valle".

I primi insediamenti sul territorio di Vaglia risalgono al tempo della colonizzazione dei Liguri, ai quali succedettero gli Etruschi e a questi ultimi i Romani.

Durante l'Alto Medioevo il borgo di Vaglia iniziò a consolidarsi nelle sue forme attuali attorno a una pieve fondata prima dell'anno mille e dedicata a San Pietro.

Sin dal principio il controllo del borgo venne affidato alla Curia Vescovile che ne mantenne il controllo fino all'inizio del XIV secolo, quando esso passò nelle mani dei Fiorentini.

Foto © Editori dell'Acero Paesaggio

Questi ultimi annessero Vaglia ai possedimenti della Repubblica di Firenze e, a metà del XVI secolo, la inglobarono nella Lega di Tagliaferro, che venne inserita a sua volta nel Vicariato di Scarperia.

Durante la dominazione fiorentina Vaglia si trovò governata dapprima dai Granduchi de' Medici e successivamente dai Duchi di Lorena, i quali incentivarono lo sviluppo dell'economia locale, grazie al quale Vaglia visse un periodo di stabilità politica e di crescita economica.

La dominazione lorenese si protrasse fino all'invasione del territorio operata dalle truppe napoleoniche che rimasero stanziate fino al 1814, quando Vaglia ritornò a far parte del Granducato di Toscana, ancora retto dai Lorena.

La cittadina di Vaglia acquisì lo status di libero comune solo dopo l'Unità d'Italia, avvenuta nel 1861 ad opera del Re Vittorio Emanuele II di Savoia.

Tra i monumenti di maggiore rilievo a Vaglia citiamo qui il Santuario di Montesenario, la Pieve di San Pietro, la Chiesa di San Romolo a Bivigliano e la Pieve di San Cresci a Macioli.

La città di Vaglia ha dato i natali al pittore Angelo Nardi detto da Razzo (1584-1660).

Tra le numerose manifestazioni che si svolgono periodicamente a Vaglia segnaliamo la tradizionale "Festa della Finocchiona" che si tiene annualmente nella prima domenica del mese di ottobre e che festeggia con balli e giochi popolari la "finocchiona", tipico e squisito insaccato fiorentino nato in quelle zone a metà del XIX secolo.