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Pitigliano

Foto © Editori dell'Acero Veduta di Pitigliano

Pitigliano (C.A.P. 58017) dista 82,4 chilometri da Grosseto, capoluogo della omonima provincia cui il comune appartiene.

Pitigliano conta 4.136 abitanti (Pitiglianesi) e ha una superficie di 102,89 chilometri quadrati per una densità abitativa di 40,20 abitanti per chilometro quadrato. Sorge a 313 metri sopra il livello del mare.

Il municipio è sito in Piazza Garibaldi 37, tel. 0564 - 616322 fax. 0564 - 616738: l'indirizzo di posta elettronica è comunpiti@bcc.tin.it.

Cenni anagrafici: Il comune di Pitigliano ha fatto registrare nel censimento del 1991 una popolazione pari a 4.316 abitanti. Nel censimento del 2001 ha fatto registrare una popolazione pari a 4.136 abitanti, mostrando quindi nel decennio 1991 - 2001 una variazione percentuale di abitanti pari al -4,17%.

Gli abitanti sono distribuiti in 1.769 nuclei familiari con una media per nucleo familiare di 2,34 componenti.

Cenni geografici: Il territorio del comune risulta compreso tra i 119 e i 630 metri sul livello del mare.

L'escursione altimetrica complessiva risulta essere pari a 511 metri.

Cenni occupazionali: Risultano insistere sul territorio del comune 104 attività industriali con 326 addetti pari al 19,87% della forza lavoro occupata, 125 attività di servizio con 249 addetti pari al 15,17% della forza lavoro occupata, altre 115 attività di servizio con 344 addetti pari al 20,96% della forza lavoro occupata e 39 attività amministrative con 722 addetti pari al 44,00% della forza lavoro occupata.

Foto © Editori dell'Acero Veduta di Pitigliano

Risultano occupati complessivamente 1.641 individui, pari al 39,68% del numero complessivo di abitanti del comune.

Pitigliano sorge su un promontorio tufaceo delle pendici nord-occidentali dei monti Volsini, nel cuore della Maremma.

L'economia locale si basa prevalentemente sulla produzione agricola di ortaggi, frutta e olive e, segnatamente, sulla produzione vinicola del pregiato Vino Bianco di Pitigliano. Rilevante è anche l'attività estrattiva di materiali da costruzione.

Il nome della località deriva dal nome proprio latino "Petillius" al quale venne aggiunto successivamente il suffisso "-anus".

I primi insediamenti nella zona di Pitigliano risalgono all'epoca degli Etruschi, ai quali succedettero i Romani e quindi i Longobardi.

L'effettivo consolidamento dell'insediamento abitativo avvenne nel XII secolo, quando il borgo apparteneva agli Aldobrandeschi, i quali avevano stabilito la propria residenza nella vicina località di Sovana.

Con il declino di Sovana, avvenuto nel XIII secolo, Pitigliano accrebbe la sua importanza tanto da essere elevata al rango di Capitale di Contea dagli Orsini, i quali ne avevano assunto il controllo nel 1293.

Successivamente Pitigliano venne fortificata e vi fu trasferita la sede episcopale, un tempo ospitata nella città di Sovana.

Foto © Editori dell'Acero Acquedotto Pitigliano

Nel Cinquecento Niccolò IV Orsini fece ristrutturare le fortificazioni medievali, affidando il progetto a Antonio da Sangallo il Giovane. Vennero costruiti in tale occasione anche dei bastioni e un acquedotto.

Alla morte dell'ultimo discendente degli Orsini Pitigliano passò prima a Pietro Strozzi e successivamente a Cosimo I de' Medici.

Il periodo della dominazione medicea si protrasse fino agli inizi del XVIII secolo. Da allora Pitigliano fu sotto la dominazione dei Duchi di Lorena, i quali ottennero nel 1814 il possedimento del Granducato di Toscana, al quale Pitigliano venne annessa.

Nel 1861 Pitigliano venne unita al regno d'Italia ad opera del Re Vittorio Emanuele II di Savoia.

Tra i monumenti di maggiore rilievo a Pitigliano citiamo qui il Duomo, la Chiesa di San Rocco, le Necropoli Etrusche, il Tempietto Paleocristiano, la Fortezza degli Orsini, il Parco Orsini, l'Acquedotto Mediceo e le Vie Cave.

Tra le numerose manifestazioni che si svolgono periodicamente a Pitigliano segnaliamo qui la tradizionale "Torciata di San Giuseppe" che si tiene nella notte del 19 marzo. È prevista una processione che attraverso le Vie Cave raggiunge il paese dove viene dato fuoco ad una grande pira simbolo di purificazione, rinnovamento e di buona fortuna.