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Stazzema

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Stazzema (C.A.P. 55040) dista 51,4 chilometri da Lucca, capoluogo della omonima provincia cui il comune appartiene.

Stazzema conta 3.363 abitanti (Stazzemesi) e ha una superficie di 80,65 chilometri quadrati per una densità abitativa di 41,70 abitanti per chilometro quadrato. Sorge a 916 metri sopra il livello del mare.

Il municipio è sito in Piazza Europa 6, tel. 0584 - 775207 fax. 0584 - 777259: l'indirizzo di posta elettronica è comunestazzema@tiscalinet.it.

Cenni anagrafici: Il comune di Stazzema ha fatto registrare nel censimento del 1991 una popolazione pari a 3.637 abitanti. Nel censimento del 2001 ha fatto registrare una popolazione pari a 3.363 abitanti, mostrando quindi nel decennio 1991 - 2001 una variazione percentuale di abitanti pari al -7,53%.

Gli abitanti sono distribuiti in 1.414 nuclei familiari con una media per nucleo familiare di 2,38 componenti.

Cenni geografici: Il territorio del comune risulta compreso tra i 63 e i 1.859 metri sul livello del mare.

L'escursione altimetrica complessiva risulta essere pari a 1.796 metri.

Cenni occupazionali: Risultano insistere sul territorio del comune 89 attività industriali con 343 addetti pari al 45,25% della forza lavoro occupata, 55 attività di servizio con 84 addetti pari al 11,08% della forza lavoro occupata, altre 80 attività di servizio con 243 addetti pari al 32,06% della forza lavoro occupata e 35 attività amministrative con 88 addetti pari al 11,61% della forza lavoro occupata.

Risultano occupati complessivamente 758 individui, pari al 22,54% del numero complessivo di abitanti del comune.

Stazzema sorge lungo il versante occidentale delle Alpi Apuane, lungo il litorale della Versilia.

L'economia locale si basa prevalentemente sull'attività di estrazione e lavorazione del marmo, sullo sfruttamento delle risorse del bosco e sul turismo, potendo contare quest'ultimo sulla bellezza dei luoghi e sulla presenza di numerose e qualificate strutture alberghiere.

L'etimologia del suo toponimo è sconosciuta ma a partire dall'anno 886 il nome della località viene citato in numerosi documenti ufficiali.

Le prime risultanze storiche sul borgo di Stazzema risalgono all'epoca preromana, quando l'estrazione e la lavorazione del marmo erano già praticate in loco.

Turravia l'effettivo consolidamento di Stazzema avvenne in epoca alto-medievale. Sin dal principio essa si trovò sotto l'influenza diretta del Vescovado di Lucca che vi esercitò la sua giurisdizione fino al X secolo.

Nel corso dei secoli successivi la proprietà di Stazzema venne ceduta dapprima ai visconti Fraolmo e successivamente ai feudatari di Corvaia e Vallecchia, che contrastarono aspramente il potere lucchese nella zona.

Solo a metà del XIII secolo la Repubblica di Lucca riuscì a imporre il suo predominio sull'intero territorio, governandolo incontrastata per oltre due secoli.

Attorno alla fine del XV secolo la Repubblica di Firenze, in piena espansione territoriale, conquistò il borgo di Stazzema che venne pertanto annesso ai possedimenti del contado fiorentino.

Durante la dominazione fiorentina, il borgo di Stazzema si trovò governato dapprima dai Granduchi de' Medici e successivamente, quando il casato mediceo si estinse per mancanza di eredi diretti, esso passò ai Duchi di Lorena.

Nel 1776 Pietro Leopoldo di Lorena istituì un Vicariato comprendente le località di Stazzema, Forte dei Marmi, Pietrasanta e Seravezza, del quale il borgo divenne il capoluogo.

La dominazione lorenese si protrasse fino all'inizio del XIX secolo, quando il territorio venne invaso dalle truppe napoleoniche e occupato fino al 1814, anno in cui Stazzema ritornò a far parte del Granducato di Toscana, retto ancora dai Lorena.

Nel 1861 Stazzema venne annessa al Regno d'Italia dal Re Vittorio Emanuele II di Savoia.

Tra i monumenti di maggiore rilievo a Stazzema citiamo qui la Pieve di Santa Maria Assunta, il Santuario della Madonna del Piastraio e il Museo Storico della Resistenza.

Tra le numerose manifestazioni che si svolgono periodicamente a Stazzema segnaliamo le tradizionali "Befanate" che si tengono nella domenica successiva al giorno dell'Epifania e che prevedono lo svolgimento di un corteo storico al quale partecipano gruppi di cittadini che si offrono spontaneamente per intonare gli antichi canti popolari.