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Buti

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Buti

Buti (C.A.P. 56032) dista 27,2 chilometri da Pisa, capoluogo della omonima provincia cui il comune appartiene.

Buti conta 5.430 abitanti (Butesi) e ha una superficie di 23,08 chilometri quadrati per una densità abitativa di 235,27 abitanti per chilometro quadrato. Sorge a 85 metri sopra il livello del mare.

Il municipio è sito in Piazza Danielli 5, tel. 0587 - 722511 fax. 0587 - 723784: l'indirizzo di posta elettronica è ufficio.turismo.buti@virgilio.it.

Cenni anagrafici: Il comune di Buti ha fatto registrare nel censimento del 1991 una popolazione pari a 5.201 abitanti. Nel censimento del 2001 ha fatto registrare una popolazione pari a 5.430 abitanti, mostrando quindi nel decennio 1991 - 2001 una variazione percentuale di abitanti pari al 4,40%.

Gli abitanti sono distribuiti in 2.062 nuclei familiari con una media per nucleo familiare di 2,63 componenti.

Cenni geografici: Il territorio del comune risulta compreso tra i 10 e i 910 metri sul livello del mare.

L'escursione altimetrica complessiva risulta essere pari a 900 metri.

Cenni occupazionali: Risultano insistere sul territorio del comune 114 attività industriali con 492 addetti pari al 41,48% della forza lavoro occupata, 99 attività di servizio con 199 addetti pari al 16,78% della forza lavoro occupata, altre 99 attività di servizio con 262 addetti pari al 22,09% della forza lavoro occupata e 34 attività amministrative con 233 addetti pari al 19,65% della forza lavoro occupata.

Risultano occupati complessivamente 1.186 individui, pari al 21,84% del numero complessivo di abitanti del comune.

Buti sorge lungo le pendici orientali dei Monti Pisani.

L'economia della cittadina si basa prevalentemente sull'agricoltura e segnatamente sulla produzione di olive da tavola e di olio. Notevoli sono anche l'attività di restauro di mobili e l'industria meccanica e idraulica.

Il nome della cittadina di Buti deriva con tutta probabilità dal termine latino "bucita" con il significato di "pascoli di buoi".

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Il teatro di Buti

La presenza di Buti venne attestata per la prima volta in un documento ufficiale del 1068, quando Buti era conosciuto come centro fortificato dotato di numerosi castelli, dei quali ancora oggi è possibile vedere i resti.

Nel 1138 il borgo passò sotto la giurisdizione dei vescovi di Pisa e rimase sotto il dominio della Repubblica Pisana fino alla fine del Quattrocento, condividendone le sorti e subendo le conseguenze degli accesi conflitti tra la fazione dei Guelfi (sostenitrice del Papato) e quella dei Ghibellini (sostenitrice dell'Impero).

Dalla fine del Quattrocento Buti appartenne alla Repubblica Fiorentina e da allora ebbe inizio un certo sviluppo economico legato principalmente alle attività agricole.

Durante la dominazione fiorentina si perfezionò anche la lavorazione artistica del castagno per la produzione di ceste e corbelli e venne incentivata la coltivazione di uliveti e la produzione di olio, cosa quest'ultima fche avorì anche lo sviluppo del commercio.

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Particolare di Buti

Nacque in quel periodo la figura del "borracciaio" che si spingeva fino alle città di Empoli, Livorno, Lucca e Firenze per vendere l'olio prodotto nel territorio di Buti.

Con l'avvento dei Duchi di Lorena, all'inizio del Settecento, si diffusero maggiormente le attività agricole grazie alla bonifica del territorio operata appunto durante la dominazione lorenese.

I Duchi di Lorena mantennero il controllo di Buti fino alla dominazione francese.

Nel 1861 Buti venne annessa al Regno d'Italia ad opera del Re Vittorio Emanuele II di Savoia.

Tra i monumenti di maggiore interesse a Buti citiamo qui il Duomo di San Giovanni Battista, la Chiesa dell'Ascensione, la Chiesa di San Francesco, la Chiesa di San Rocco, la Chiesa di San Nicolao, il Castel Tonini, il Castel di Farneta e i resti del Castel di Nocco.

Tra le numerose manifestazioni che si svolgono periodicamente a Buti segnaliamo qui il tradizionale "Palio di Sant'Antonio" che si tiene annualmente la prima domenica dopo il 17 di gennaio. La manifestazione prevede la sfilata di un corteo storico e una corsa di cavalli in cui gareggiano le contrade del comune.