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Calci

Foto © Editori dell'Acero Scorcio di Calci

Calci (C.A.P. 56011) dista 10,1 chilometri da Pisa, capoluogo della omonima provincia cui il comune appartiene.

Calci conta 5.840 abitanti (Calcesani) e ha una superficie di 25,16 chilometri quadrati per una densità abitativa di 232,11 abitanti per chilometro quadrato. Sorge a 50 metri sopra il livello del mare.

Il municipio è sito in Piazza Garibaldi 1, tel. 050 - 939523-6-8 fax. 050 - 938202: l'indirizzo di posta elettronica è lazzerinis@comune.calci.pi.it.

Cenni anagrafici: Il comune di Calci ha fatto registrare nel censimento del 1991 una popolazione pari a 5.504 abitanti. Nel censimento del 2001 ha fatto registrare una popolazione pari a 5.840 abitanti, mostrando quindi nel decennio 1991 - 2001 una variazione percentuale di abitanti pari al 6,10%.

Gli abitanti sono distribuiti in 2.283 nuclei familiari con una media per nucleo familiare di 2,56 componenti.

Cenni geografici: Il territorio del comune risulta compreso tra i 6 e i 917 metri sul livello del mare.

L'escursione altimetrica complessiva risulta essere pari a 911 metri.

Cenni occupazionali: Risultano insistere sul territorio del comune 80 attività industriali con 284 addetti pari al 36,09% della forza lavoro occupata, 109 attività di servizio con 192 addetti pari al 24,40% della forza lavoro occupata, altre 114 attività di servizio con 198 addetti pari al 25,16% della forza lavoro occupata e 38 attività amministrative con 113 addetti pari al 14,36% della forza lavoro occupata.

Foto © Editori dell'Acero Sant'Ermolao

Risultano occupati complessivamente 787 individui, pari al 13,48% del numero complessivo di abitanti del comune.

Calci sorge lungo il torrente Zambra, a metà strada tra la città di Pisa e quella di Lucca.

L'economia locale si basa su attività agricole, sulla pastorizia e su numerose industrie operanti nei settori tessili, conciarii e della produzione di materiali da costruzione.

Il nome della località deriva con tutta probabilità dal termine "calce" con riferimento a alcune "fornaci di calce" che erano attive in loco.

I primi insediamenti abitativi nella zona di Calci risalgono all'epoca romana: in quel tempo la località era conosciuta con il nome di "Locus Calcis", per l'abbondanza di cave di calce nella zona.

Nel corso del Medioevo sorsero nel territorio di Calci i primi edifici religiosi sotto la giurisdizione del Vescovado di Pisa, attorno ai quali la comunità si raccolse costruendo le proprie abitazioni.

Nello stesso periodo la comunità si dedicò allo sviluppo dell'economia locale che trasse la propria ricchezza dal vicino corso d'acqua, lungo il quale avvenivano fiorenti commerci.

Successivamente lungo il torrente sorsero anche i primi mulini e opifici e le prime botteghe artigiane per la lavorazione della lana e delle pelli.

Tra il XII e il XIV secolo il borgo di Calci ospitò figure religiose quali Sant'Alessandro, San Jacopo e San Verano, che ivi soggiornarono a lungo in solitudine e preghiera.

In seguito alla caduta della Repubblica di Pisa, avvenuta nel XIV secolo, il borgo di Calci divenne proprietà della Repubblica di Firenze e governato dai Granduchi de' Medici.

Foto © Editori dell'Acero Compleasso Monastico di Calci

Sebbene annesso ai domini fiorentini, il borgo di Calci continuò a mostrare la sua fedeltà al potere pisano e per tale motivo esso venne punito con l'accorpamento al territorio di Vicopisano e con la perdita della sua autonomia.

All'inizio del XVIII secolo il borgo passò per eredità ai Duchi di Lorena, i quali non mutarono il precedente assetto territoriale e Calci potè riconquistare la sua autonomia solo dopo la sua annessione al Regno d'Italia avvenuta nel 1861 ad opera del Re Vittorio Emanuele II di Savoia.

Tra i monumenti di maggiore rilievo a Calci citiamo qui la Certosa e la Pieve Romanica.

Tra le numerose manifestazioni che si svolgono periodicamente a Calci segnaliamo qui la tradizionale "Sagra della Castagna" che si tiene annualmente nel mese di ottobre e che prevede l'allestimento di stand enogastronomici per la degustazione di pietanze a base di castagne e di altri stand per l'esposizione di oggetti di artigianato artistico.